Da salentino doc non posso rimanere in silenzio dinanzi allo scempio che dilaga negli oliveti pugliesi. È molto triste percorrere i paesaggi rurali salentini e notare che molti ulivi sono “segnati” con una croce che ne indica la futura eradicazione. Eppure la questione xylella avanza già da un paio d’anni, ma – come si suole nel nostro Paese – si aspetta che la tragedia incomba sulle nostre teste prima di trovare soluzioni reali e concrete. 

Nel corso degli anni abbiamo proposto le indagini per il censimento dell’immenso patrimonio naturalistico e paesaggistico associato agli ulivi monumentali: immense foreste di ulivi racchiudono la storia della Regione e ne contraddistinguono l’elevato valore. Abbiamo per anni ragionato intorno alla salvaguardia degli ulivi, abbiamo fatto una legge per proporne la tutela, abbiamo parlato di futuro con l’ulivo al centro di percorsi turistici ed enogastronomici nel paesaggio agrario.

Non ritengo che nel 2015 non si possano individuare percorsi di certezza scientifica per sconfiggere questo batterio. Il mondo universitario deve fare la sua parte, soprattutto indicato percorsi possibili, con relative probabilità di riuscita. La nostra ricerca non può dimostrare il suo fallimento. 

I responsabili degli uliveti devono, d’altro canto, proteggere la Terra seguendo le buone pratiche agricole; attuando controlli e verifiche, trasformando eventuali facilitazioni economiche in reali startegie per la salvaguardia del nostro bene più grande.