SchedaprogettoFARO

faro

La riaccensione della lanterna
nel museo della natura e della scienza

Forse Ulisse nel suo decennale viaggio per mare prima di tornare ad Itaca dopo altri 10 anni passati
in guerra sotto le mura di Troia, ha visto da lontano, o forse ha addirittura costeggiato, queste coste.
Forse avrà pensato alle coste della sua isola, avrà pensato alla sua donna, alla mai dimenticata. Penelope, bella e giovane malgrado gli anni passati lontano.

Per chi ama, la persona amata è sempre giovane, uguale a se stessa.

Giovane come giovane è ancora oggi il Faro di Palascìa, sempre uguale a se stesso, immutato nel tempo, vigoroso, capace oggi come in passato di spezzare le onde col suo fascio di luce che raggiunge la sponda opposta, quasi abbracciando i popoli lontani.

prima-dopo-(1).gif


Realizzato nel 1867 il Faro è rimasto in funzione fino al 1970, quindi abbandonato a se stesso e al mare che lo ha reso un posto da favola seppure abbandonato.
Ha rappresentato un riferimento verso est, pur nel degrado delle strutture murarie, negli infissi divelti, nel pavimento dissestato, nella lanterna divelta e nella luce spenta.

Il tempo era padrone del luogo.

Presentato come un’opportunità di riappropriarsi della vedetta sul mare è partito il primo recupero delle strutture murare nel 2003, ripristinando muri, servizi, pavimenti, infissi, per renderlo appetibile all’utilizzo. Un secondo e un terzo intervento nel 2006 lo hanno reso fruibile riempiendolo di tecnologia con cui realizzare delle finestre virtuali nel Parco Naturale Otranto-Leuca appena istituito, trasformandolo in un museo del mare ed osservatorio sull’ecologia del mediterraneo dell’Università del Salento. Di fronte, i vecchi alloggi dei fanalisti, consentono lo svolgimento di convegni ed incontri
sull’ecologia e sul futuro.

 

  • luogo: punta palascìa 5km a sud tra otranto e badisco
  • progettisti: tommaso farenga ingegnere
  • collaboratori: marilena di giorgio architetto
  • partners: agenzia del demanio, comune di otranto,unisalento
  • tempi: dal 2003 al 2008
  • costi complessivi: 750.000€
Abbiamo creato:

  • Il museo del mare su due piani:
    il visitatore attraverso il faro in un percorso guidato o assistito dal computer e si immerge nel parco e nella natura di Otranto
  • Percorsi didattici multimediali
  • Momenti espositivi tradizionali
  • Finestre sul mare
  • I luoghi dell’incontro con una sala conferenze ed una
    saletta incontri
  • Una terrazza espositiva e spazi per il relax
Abbiamo realizzato:

  • Il recupero dell’edificio del faro
  • Il recupero degli antistanti alloggi fanalisti, del forno e del deposito
  • Il recupero della vecchia lanterna
  • Il ripristino della vecchia mulattiera

Il futuro:

  • percorsi naturalistici diffusi ed aree attrezzate
  • percorsi naturalistici/archeologici sottomarini
  • escursioni marine nell’area vasta
  • itinerari salute/sport (mtb e trekking)
  • museo diffuso dell’energia

Il restauro ha voluto restituire valore alla cultura e fa cogliere il fascino del sito.
L’aspetto più bello è aver portato al tavolo della discussione gli Enti, tra cui la Marina Militare che ha consentito di “riaccendere” la lampada nella lanterna in cima alla torre del faro, dopo quasi cento gradini che salendoli spingono “verso il cielo”, verso la lanterna, “la prima finestra sul parco naturale, il balcone sul mare”.
La Marina ha recuperato una vecchia lanterna del 1867, una piccola luce ingigantita dalle lenti di Fresnel che è un riferimento fino a 12 miglia e che si presente ai naviganti.

“Salve, sono io, il faro di Palascìa, il faro di Otranto, la patria della cultura e Porta d’Oriente. A nord trovate Venezia, a sud Leuca e l’Africa, ad ovest Roma”

[nggallery id=1]