SchedaProgettoLeverano

 

PIRP

 

Dal Contratto di Quartiere

al PIRP della riqualificazione della periferia

Leverano è una piccola cittadina dell’entroterra ionico-salentino, vicino Lecce, famosa per i fiori, per l’olio e per il vino, la patria del negroamaro. L’espansione della città ha generato nuovi quartieri a ridosso del centro storico, di poca valenza, che hanno oscurato il centro cittadino carico di storia, rendendolo periferia.

L’evoluzione della città è proseguita verso le nuove aree di espansione, tipiche di un periodo, gli anni sessanta, caratterizzato dalla nascita dei quartieri dormitorio, delle periferie sociali e geografiche. Tra il centro storico e le nuove aree si è generato un legame, caratterizzato dal comune degrado, dall’essere periferia sociale e non solo geografica, dall’individuazione di luoghi spenti e privi d’anima. Per invertire questa tendenza e recuperare un’identità è nato il Contratto di Quartiere II, poi traghettato vero il PIRP.

 

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Il centro storico e la zona 167 hanno visto valorizzate le proprie peculiarità, la periferia è rinata e ha visto trionfare l’umanità, quella delle nuove costruzioni, dei nuovi giardini, dei nuovi servizi, della nuova città. E tra questi due luoghi cittadini si è inserito un processo di riqualificazione delle aree degli anni 60 e 70.

  • Luogo: Leverano, a circa 12 km da Lecce e 10 dal mare
  • Progettisti: Tommaso Farenga (ingegnere)
  • Collaboratori: Rossana De Sario (architetto)
  • Partner: Regione Puglia, Comune di Leverano, Istituto Autonomo Case Popolari, privati proprietari
  • Tempi: dal 2003 al 2012
  • Costi complessivi: 2.000.000,00 euro

 

Abbiamo pensato e creato:

  • Una variante al vigente strumento
    urbanistico: meno cubatura,
    meno case in linea pluriplano,
    più villette, aree verdi,
    spazi per i privati proprietari per consentire transazioni gratuite e
    acquisizione di aree
  • Nuovi luoghi dell’incontro
  • Opere di urbanizzazione primaria
  • Opere di urbanizzazione secondaria

Abbiamo realizzato:

  • Le strade del nuovo quartiere
  • Piste ciclabili e percorsi pedonali
  • Parcheggi
  • Parco giochi
  • Rete idrica
  • Rete fognaria
  • Rete di illuminazione
  • Il percorso di riqualificazione delle case popolari abbandonate

Il futuro:

  • La costruzione di un nuovo parco urbano
  • La riqualificazione dell’edilizia sovvenzionata
  • La nuova residenza convenzionata, con processi di autocostruzione

  • La nuova residenza privata, per un nuovo quartiere più vivo

  • I laboratori incubatori di imprese e spin-off universitari

  • Il nuovo centro commerciale

  • Il nuovo centro polifunzionale

Il programma è stato attuato in parte con i PIRP, programmi su cui la nuova cultura urbanistica pugliese ha puntato per la riqualificazione delle periferie. La vecchia 167, con le grandi aree verdi irrealizzabili per carenza di fondi, con i casermoni pluripiano mai accettati dalla gente, con l’abbandono, si è rivitalizzata con poche forti scelte: la riunificazione con il tessuto urbano esistente, la rimodulazione degli edifici con tipologie a schiera e verde privato, con possibilità di attivare processi di autocostruzione, l’accordo con i privati per l’acquisizione delle aree, l’aumento delle aree permeabili, la riduzione della cubatura insediabile a vantaggio della nuova città più umana. In una città diversa è possibile insediare nuovi servizi e nuove strutture private, in grado di trasformare l’area e non abbandonarla al ruolo di dormitorio e di degrado sociale.

Questo è il riscatto della nuova periferia, questo è il senso del progetto.

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