l43-punta-perotti-120510192541_big In un editoriale su Ambient&Ambienti mi soffermo sulla proposta di legge sulla bellezza. Due anni fa, in estate, venne proposto un cammino per una legge che doveva vedere in prima fila 100 sindaci. Poi più nulla. Poi un convegno. Poi più nulla. Ora, dopo quasi due anni, un disegno di legge. C’è amarezza per il tempo che passa e per una proposta d’elite che ha escluso ci voleva partecipare dal territorio. Poi leggo la legge e scopro che qualcosa di bello viene vestito con proposte impossibili. Ecco perché la gente non la vorrà, perché ci saranno contestazioni e prese di posizione dure. Ancora una volta la sinistra perderà l’occasione per essere propositiva veramente. Ancora una volta sembrerà retorica e poco realista.

Ma come si fa a pensare di bloccare la fascia costiera per 1 km al di fuori dei centri abitati? Il paesaggio si protegge, ma lo si modifica quando è deprimente ed offeso, come tante parti della nostra regione. Finiamola di pensare che si è depositari del “Verbo”, che gli altri non sanno riflettere. Occorre proporre e cambiare con la gente, non con la nomenklatura che usa i soldi della gente. Spieghiamo la nostra proposta di futuro e perfezioniamola con gli altri. La fascia costiera proteggiamola e modifichiamola con lungimiranza, come fanno all’estero, proponendo interventi di qualità e non ingessando con proposte che, irrealizzabili, tolgono spazio a leggi vere, che impediscano i disastri ambientali di questi anni.