Sin dagli esordi della mia carriera di ingegnere, ho sempre pensato che il temine “progettazione” racchiudesse qualcosa che andasse al di là della semplice e mera organizzazione di uno spazio o della costruzione di qualcosa. Ho sempre ritenuto il mio lavoro come una vera e propria missione. Per me progettare vuol dire dare un’anima e una vita all’idea, vestendola di emozioni, storie, voci e umanità. In caso di sviluppo architettonico di uno spazio urbano, mi piace l’idea di creare spazi che non siano “non luoghi”, ma che assumano vitalità, tali da consentire che la gente possa passeggiare per le vie di una città o di un parco, sentendosi completamente in armonia con lo spazio circostante. Partendo da queste considerazioni, ho “minato” le basi delle progettazioni architettoniche delle periferie del Comune di Leverano (LE), dando vita a un sistema che possa ridare ai cittadini un motivo in più per vivere in zone non centrali. 

Ai “casermoni” (palazzine di 4 piani) ho preferito delle soluzioni a misura d’uomo: villette con giardini che diano il via alla riconquista di uno spazio da vivere, curare e amare. La gente vuole questo, possibilmente vivendo da sola e senza sentirsi vincolata in condomini in cui non regna l’accordo: nelle piccole città si può fare e si deve favorire. Un sistema abitativo che riportasse i cittadini alla condizione di “abitanti di una società civile e sostenibile”. Ho previsto piste ciclabili, aree a verde pubblico con prati e alberi d’alto fusto, polo scolastico, un laboratorio che abbiamo chiamato “Ritorno al futuro”, per consentire ai giovani di sognare fornendo la possibilità di insediare Spin off universitari. E poi tanti servizi, sia pubblici e privati.

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È un tentativo di riportare la vita lì dove è stata soffocata da un sistema che ha puntato al cielo, dimenticando il contatto con la terra e le persone. 

Uno degli obiettivi di chi fa il mio lavoro è di ridare un senso “umano” al caos generato dalla corsa al guadagno; di acquisire la consapevolezza della fondamentale importanza del design “socio-estetico” di quello spazio urbano, che è, in fin dei conti, di tutti noi.

Proprio in questi giorni abbiamo consegnato il progetto delle prime costruzioni “umane”; villette per la gente, per chi ha bisogno: ci sono già i soldi e possiamo partire a breve; si costruiranno 12 alloggi grandi per i cittadini; un bel traguardo. Le strade cominceranno così ad avere un senso e quando saranno pronte le costruzioni la vita ripartirà con nuove soddisfazioni.

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