Tommaso (1)È imbarazzante presentarsi, anche se in incontri di lavoro è successo più volte.

Da positivista potrei dire che “chi sono” può desumersi dalla mia storia e dalle cose che ho fatto da quando sono nato, nel 1957. Anni difficili ed in cui il meridione stentava a decollare, ma in cui si intravvedeva la crescita per l’Italia e le famiglie. I miei genitori hanno dato tutto loro stessi e non si sono limitati nei sacrifici: dieci figli, tanti; ci hanno trasmesso i loro grandi valori.

Capire le difficoltà ha forgiato il carattere e ha consentito di guardare a me e agli altri in modo diverso. Le amicizie hanno ampliato gli interessi, costituendo gruppi di studio e ricerca. Al Liceo a Lecce c’erano studio e impegno di sinistra; oggi, in cui non ha più senso parlare di sinistra e destra, permane un impegno nella tutela dei valori fondanti della nostra costituzione e del nostro paese.

Bari e la sua università hanno plasmato il mio carattere ed orientato il perfezionamento degli studi in ingegneria; hanno consentito di conoscere Lucia, con cui divido il cammino e con cui trasmettiamo ai figli Adriana, una ricercatrice in filosofia a Roma, e Marcello, uno studente in ingegneria a Bari, i nostri stessi valori, nella convinzione che siano la base per il futuro.

Mie tappe fondamentali sono state:

– la laurea in ingegneria e le prime esperienze a fianco dei miei professori Vincenzo Cotecchia e Giuseppe Spilotro;

– il percorso con una Società che mi ha consentito di coordinare da giovane lavori significativi;

– il cammino nella grande industria, che mi ha portato ad occupare una posizione di quadro aziendale e ad interessarmi dei grandi temi ambientali quando l’ecologia era vissuta come un ripiego ed una sconfitta;

– l’esperienza in commissioni e gruppi di studio, anche nell’Unione Europea;

– l’insegnamento in scuole superiori ed università, con ricerche sui temi ambientali più rilevanti;

– una formazione continua con corsi universitari e partecipazione a convegni;

– un approccio alle tematiche economiche, grazie al Gruppo IRI e all’Università Luiss a Roma.

Devo dire che fare l’operaio del mio settore mi ha formato e mi consente oggi di essere di aiuto alla formazione di altri. Ho potuto partecipare a grandi esperienze e progetti, come la pianificazione di numerosi parchi regionali, Programmi di Riqualificazione delle Periferie o di Rigenerazione Urbana, Programmi Integrati e Pianificazioni Strategiche di decine di comuni, importanti progetti, tra cui il Palazzo del Cinema di Venezia, la Manifattura Tabacchi di Bari, il Faro di Palascìa.

La pianificazione mi ha portato ad indagare i bisogni del territorio, a capire la gente, a definire politiche di sviluppo, a trasformarle in programmi, quindi in progetti, poi in realizzazioni, insieme ai ruoli di assessore ad Otranto, o di direttore di un Parco Nazionale, o di Presidente della Commissione Locale per il Paesaggio di Bari. A volte anche brevi periodi rappresentano esperienze indimenticabili di servizio per gli altri.

Oggi cerco ancora di offrire un servizio al territorio e al mio studio, per valorizzare il grande capitale intellettuale al mio fianco e che mi consente di presentarmi come una persona che sa fare qualcosa, anche grazie agli altri che mi sono vicino.